✒ Viaggi ❥ Palermo: la città dei Gabbiani.

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✒ Parlare di Palermo mi mette in seria difficoltà, perchè parlare di palermo significa spiegare troppe cose, troppe ombre in questa luna così bella e così sofferta.
Sono tornata a Palermo con il mio fidanzato lo scorso fine settimana, dal 13 al 15 Marzo 2015, libera, senza alcuna guida turistica da gita scolastica e senza alcun vincolo di gruppo di amici pseudo annoiato dall’arte.
Potrei dire di essere andata a Palermo sulle scie degli eroi della Mafia, potrei dire anche che mi ha fortemente allettato la loro pasticceria a base di ricotta e gocce di cioccolato fondente, potrei dire mille cose ma nessuna sarebbe vera. Perchè sono tornata a casa con troppe cose da vedere e una lista infinitamente più ampia di quella con la quale sono partita. Una cosa è assolutamente autentica: sono andata a Palermo per raggiungere un pezzo di cuore, la mia carissima amica Katia.
Entrando in città, mi sono sorpresa di trovare interi stormi di gabbiani, poggiarsi elegantemente su monumenti ed emettere versi tipici, tanto che, nel bel mezzo di un monumento, ti sembra di avere il mare alle spalle. Abbiamo camminato per 26 km al giorno, circa 13 ore senza sosta, per godere davvero.
Come ha scritto il mio amato Bruce Chatwin nel libro “Che ci faccio qui?”: “Man’s real home is not a house, but the Road, and that life itself is a journey to be walked on foot.”

Partiamo dall’inizio, “partiamo” in tutti i sensi: creerò una lista per comodità e linearità.

1) Alloggio: ho avuto il piacere di alloggiare nei Titano apartments di Benny, un palermitanto davvero ospitale che ci ha forniti di guide, anche specificamente architettoniche, cartine e tanto caffè in uno splendido enorme appartamento nel centro di palermo, dietro il Teatro Massimo in via Spirito Santo. Un appartamento dotato di tutti i confort ed elettrodomestici, un appartamento da vivere, in tutti i sensi. Arredato con colori accesi, dal rosso all’arancio, mezzi busti e arazzi damascati, quadri di Schiele, quadri olandesi e urne cinerarie di gran bellezza.

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2) Food: Palermo è maestra:
– per la pasticceria, la migliore al mondo e producono una ricotta eccellente quasi sempre affogandovi dentro gocce di cioccolato fondente;
– alla Vucciria, uno dei loro mercati tipici, in zona Teatro Massimo, connotato da palazzi decadenti decorati da bellissimi murales, la sera potete assaggiare piatti di polipo fresco bollito davanti ai vostri occhi, condito con olio e limone al modico prezzo di 5 € (ma ero così piena di ricotta che non ce l’ho fatta! Vale per la prossima volta);
– a Ballarò, altro mercato tipico un po’ più alternativo, potete deliziarvi con la “meusa”, la milza, solitamente servita nel panino, ma anche in vaschetta per i celiaci e con ottime crocchette di patate fritte ma non impanate.
– un pò ovunque trovate venditori di Sfincione (la pizza tipica loro, molto alta) che purtoppo non ho avuto “spazio” per assaggiare
– per i celiaci è fornitissima, ovunque ristoranti e pizzerie attrezzati all’uopo e il miglio panificio glutenfree il Via Goethe.
– una passione smodata per il polipo e la cultura, a me sinora sconosciuta, di cucinarlo col sugo: fenomenale e gustosissimo, mi è stato servito in una trattoria tipica, il Vecchio Mafone, insieme a polpette di sarde mai assaggiate prima e altre delizie! Consigliatissima!
– il gelato….che dire? Maestri anche in questo: corposo e denso al punto giusto, noi lo abbiamo degustato in un bar in Piazza Politeama.

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3) Il Teatro Massimo: 7730mq di superficie, realizzato da Basile padre e poi completato dal figlio, ha comportato la demolizione di molti monumenti precedentemente prospicienti in quella superficie. Colossale, superbo, in ogni suo dettaglio. Spettacolari i due foyer, meglio noti come Sale degli specchi, le pareti in pannelli serici, i lampadari fiorati in vetro di murano, il palco che si alza e si abbassa, il palco reale caratterizzato da 27 posti e prenotabile a costo di platea per 80 € qualche mese prima: lì si è rifiutato di entrare re Umberto I perchè riteneva che il teatro peccasse di eccesso di sfarzo, lì ha seduto Al Pacino nel fil “Il Padrino parte terza”. Contrariamente a quanto credevo, il film “Jonnhy Stecchino” è stato girato al Teatro Massimo di Catania perchè il Teatro di Palermo era in ristrutturazione. E che dire del tetto i cui petali si sollevano, non totalmente,  creando una primitiva forma di aria condizionata?

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4) Il Teatro Politeama: una delle strutture più belle mai viste, purtoppo non visitabile all’interno.

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5) Chiesa di San Cataldo: accanto alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nasce come una cappella di una nobile famiglia (di cui troviamo traccia nella circostanza che al suo interno, proprio dinanzi l’ingresso, si trova la lapide della piccola Matilde), oggi è consacrata all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (il cui simbolo sono le 5 croci). Presenta ancora la pavimentazione originale, realizzata  con mosaico  a tarsie marmoree e lastre di porfido e serpentino. Si caratterizza per le tre absidi cui all’esterno corrispondono le tre cupole rosse simbolo della trinità, perfettamente allineate tra loro.

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6) Il Tribunale: monumentale, dall’architettura fascista, non visitato, espone al suo esterno un pannello dedicato alle vittime di mafia e senti l’odore delle stragi se solo chiudi gli occhi.

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5) La Piazza della vergogna: Uno splendore, un tripudio di statue di dei tra cui Cerere, Apollo, Ercole, Venere, Diana, Adone, Bacco, costruita in un luogo per poi essere smontata e ricostruita dove si trova ad oggi, fu denominata così per le nudità delle statue che diede scandalo.

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6) La Cattedrale: imponente nella sua architettura esterna contrastante con il minimalismo al suo interno, è dedicata al culto di Santa Rita, patrona della città. Stili diversi, influssi islamici, si incontrano e la rendono unica nel suo genere. La mia preferenza va decisamente agli elementi gotici, tra cui il portale strombato.

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7) La Chiesa di San Domenico: il luogo del funerale di un eroe della lotta contro la Mafia, Paolo Borsellino. Ricordo ancora la Chiesa gremita nella trasmissione del telegiornale in diretta e la mia commozione fu enorme. Ricordo ancora il minuto di silenzio che osservavamo a scuola ogni anniversario del giorno della sua morte. Ricordo ancora tutto ciò che ho studiato in diritto penale, tutta la sua innovazione. Gli eroi sono ovunque e ci lasciano eredità immense.
Ho avuto modo di ammirarla dall’alto, dal Belvedere di cui si gode accedendo alla caffetteria de La Rinascente, degustando un caffè ad onorare tanta grandezza umana.

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8) Mondello: un luogo di mare e villeggiatura della borghesia palermitana, simboleggiato da questa struttura balneare a palafitta in stile liberty e ad hoc denominata “Charleston“.

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Abbiamo visto tantissimi monumenti e infinite chiese, ci siamo persi nelle strade decadenti, nei vicoli ricoperti di edera e ci siamo innamorati ancora una volta. Di noi e di Palermo.

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Un pensiero su “✒ Viaggi ❥ Palermo: la città dei Gabbiani.

Thank you all so much for the lovely comments! I read every one and they seriously make me so happy!!!



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